APSA

APSA (AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO DELLA SEDE APOSTOLICA)

Mons. Mauro Rivella (Segretario del APSA)

L’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) è un Dicastero della Curia romana, qualificato come Ufficio dalla Cost. Ap. Pastor bonus (28 giugno 1988), a cui spetta “amministrare i beni di proprietà della Santa Sede, destinati a fornire fondi necessari all’adempimento delle funzioni della Curia romana” (art. 172 § 1). Esso “amministra anche i beni mobili ad esso affidati da altri enti della Santa Sede”.

L’APSA è il frutto della convergenza di due distinte amministrazioni pontificie, nate in epoche diverse per rispondere a esigenze operative. La prima, a cui corrispondeva sino al Motu Proprio “Confermando una tradizione” dell’8 luglio 2014 la Sezione Ordinaria, trova i suoi prodromi nel Chirografo di Leone XIII del 9 agosto 1878, che nominò il Segretario di Stato, Card. Lorenzo Nina, Prefetto dei Sacri Palazzi e Amministratore del Patrimonio rimasto alla Santa Sede dopo gli eventi del 1870, cioè l’annessione di Roma al Regno d’Italia e la fine del potere temporale dei Papi. Per questa ragione tra i beni dell’APSA si trovano tuttora anche immobili eterogenei e non redditizi (p. es. chiese, catacombe, musei, scuole e caserme). Con Motu Proprio del 16 dicembre 1926 Pio XI dispose la riunione degli Uffici amministrativi della Prefettura dei Sacri Palazzi Apostolici e della Sezione dei Dicasteri Ecclesiastici nell’unica Amministrazione dei Beni della Santa Sede, di cui la Sezione Ordinaria dell’APSA ereditò le competenze. L’ex Sezione Straordinaria subentrò invece all’Amministrazione Speciale della Santa Sede, costituita da Pio XI con Motu Proprio del 7 giugno 1929 allo scopo di gestire i fondi versati dal governo italiano alla Santa Sede in esecuzione della Convenzione finanziaria allegata al Trattato del Laterano dell’11 febbraio 1929.

La qualificazione dell’APSA come Ufficio ne evidenzia il profilo tecnico-strumentale rispetto alle esigenze della Sede Apostolica, congiunto con il riconoscimento della competenza giurisdizionale-amministrativa, che ne legittima l’ascrizione fra i Dicasteri della Curia Romana.

Fatta salva la competenza della Segreteria di Stato nel rappresentare la Santa Sede presso gli Stati e gli organismi di diritto internazionale, spetta all’APSA agire in nome e per conto della Santa Sede nei rapporti patrimoniali al di fuori dello Stato della Città del Vaticano. Per questa ragione, essa ha la titolarità dei beni immobili della Sede Apostolica, sottoscrive i contratti di lavoro con il personale dipendente, firma i contratti per le manutenzioni e gli appalti e con i fornitori di materiali e servizi, è intestataria dei conti correnti aperti presso banche italiane e di altre nazioni. I beni donati o lasciati in eredità al Santo Padre o alla Santa Sede entrano nel suo patrimonio e da essa vengono gestiti.

In campo finanziario, l’APSA è considerata alla stregua di una banca centrale. Essa costituisce l’investitore istituzionale-governativo dello Stato della Città del Vaticano e opera esclusivamente per conto e nell’interesse degli organi della Santa Sede o dello Stato stesso.

L’APSA è presieduta da un Cardinale, assistito da un determinato numero di Cardinali e da un Prelato Segretario (PB, art. 173). La Commissione Cardinalizia consta abitualmente di otto membri, nominati dal Sommo Pontefice. La struttura attuale (2017) prevede un Sotto-Segretario, un Dirigente per il Controllo di Gestione e un’articolazione in tredici Uffici e Servizi. Il personale in ruolo consta attualmente di circa 95 elementi, a cui vanno aggiunti una decina di collaboratori a tempo determinato.

L’Area Gestione Immobiliare si occupa della gestione del patrimonio immobiliare italiano della Santa Sede (registrazione catastale, messa a reddito e manutenzione), concentrato prevalentemente in Roma e Castel Gandolfo, nonché di quello di proprietà dei Capitoli delle Basiliche Papali di San Pietro, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore. Si tratta dei palazzi istituzionali dove hanno sede i Dicasteri della Curia Romana e le istituzioni collegate (Propilei, San Paolo, San Pio X, Convertendi, Cancelleria, San Calisto) e di immobili messi a reddito (appartamenti, uffici e negozi). Rientrano nel patrimonio anche tre tenute agricole. Una parte degli appartamenti è affittata a condizioni di favore ai dipendenti e pensionati vaticani. Talune intestazioni hanno carattere fiduciario, trattandosi di unità immobiliari utilizzate a titolo gratuito da istituti religiosi, rettorie o parrocchie, per svolgervi le proprie attività istituzionali. All’APSA fanno riferimento anche le proprietà immobiliari della Santa Sede in nazioni diverse dall’Italia.

Gli uffici dell’ex Sezione Straordinaria curano gli investimenti finanziari per l’APSA stessa e per i Dicasteri della Santa Sede, gli Enti collegati e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con gestioni di tipo discretionary o advisory. L’Ufficio riscossioni e pagamenti svolge attività di tesoreria per il pagamento di stipendi, conti d’ordine e fatture, nonché per l’incasso di bonifici, assegni e pagamenti riferiti ai soggetti istituzionali della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

I restanti uffici erogano prevalentemente servizi in favore dei Dicasteri della Curia Romana: p. es., acquisto di arredi e materiali di consumo, pagamento delle fatture, assistenza informatica, biglietteria aerea e ferroviaria, montaggio, smontaggio, trasporto e smaltimento di materiali vari.

L’assetto attuale dell’APSA rispecchia il Motu Proprio “I beni temporali” (4 luglio 2016), dettato dalla necessità di delineare i rispettivi ambiti di attività della Segreteria per l’Economia e dell’APSA. In esso, Papa Francesco ha voluto ribadire il principio fondamentale della summa divisio tra la gestione diretta del patrimonio della Santa Sede e le attività di controllo e vigilanza su di essa. In conseguenza di ciò, sono stati ricondotti all’interno dell’APSA gli uffici e le attività trasferite alla Sezione Amministrativa della Segreteria dell’Economia a partire dal luglio 2014, con la sola eccezione dell’Ufficio del Personale.

Documenti:

– Giovanni Paolo II, Cost. Ap. Pastor bonus, 28 giugno 1988 (http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_constitutions/documents/hf_jp-ii_apc_19880628_pastor-bonus.html).

– Francesco, Motu Proprio Fidelis dispensator et prudens, 24 febbraio 2014 (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio_20140224_fidelis-dispensator-et-prudens.html).

– Francesco, Motu Proprio Confermando una tradizione, 8 luglio 2014 (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio_20140708_trasferimento-apsa.html).

– Francesco, Motu Proprio I beni temporali, 4 luglio 2016 (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio_20160704_i-beni-temporali.html).

Bibliografia essenziale:

– Francesco Salerno, Gli Uffici, in La Curia Romana della Cost. Ap. «Pastor Bonus», LEV, Città del Vaticano 1990, pp. 483-503.

– Agostino Cacciavillan, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, in Commento alla Pastor Bonus e alle norme sussidiarie della Curia Romana, LEV, Città del Vaticano 2003, pp. 238-241.

– Francesco Grazian, Administración del Patrimonio de la Sede Apostólica (APSA), in Diccionario General de Derecho Canónico, EUNSA, Pamplona 2012, I, pp. 210-213.

– Mauro Rivella, L’APSA nella riforma economica della curia romana, in Ius Missionale 9 (2015) 59-65.

– Mauro Rivella, La gestione immobiliare della Santa Sede, in http://www.casestewardship.org/assets/files/Rivella-La-gestione-immobiliare-della-Santa-Sede.pdf


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