COORDINAMENTO

COORDINAMENTO

Mons. Luigi Mistò (Segretario della Sezione Amministrativa della Segreteria per l’Economia)

Il coordinamento è l’attività di indirizzo e regolazione di soggetti autonomi che appartengono ad un gruppo (ordinamento) avente finalità trascendenti quelle dei membri. Il coordinamento assicura che l’attività dei singoli sia preordinata al perseguimento del bene comune e non vi entri in conflitto (convergenza).

In economia, il coordinamento indirizza e regola l’attività degli enti a supporto degli obiettivi complessivi dell’ordinamento, evitando che, a livello periferico, si pregiudichi il raggiungimento delle istanze economiche centrali e generali (bene comune). Il coordinamento economico consiste, da un lato, nell’attività di indirizzo (politica economica/pianificazione): stabilisce obiettivi di sistema quali razionalizzazione e contenimento della spesa, pareggio di bilancio, contenimento rischi ecc. e, da un altro lato, nella definizione della condotta da tenere per perseguirli, attraverso norme, procedure, istruzioni ecc. (regolazione). La pianificazione comprende sia la ripartizione razionale, secondo utilità e necessità, delle risorse disponibili o attese (oggi definita vigilanza prudenziale), di cui momento fondamentale è il bilancio preventivo (budget), sia quella di verifica dell’allineamento/scostamento del singolo ente rispetto agli indirizzi (controllo di gestione), con eventuale adozione di correttivi in itinere. Conclusione di questa attività è la predisposizione del consuntivo dell’ordinamento e l’analisi dello stesso per il rilascio di nuovi indirizzi e norme (going concern). La regolazione comprende la verifica del rispetto delle normative vigenti (compliance normativa) e la potestà sanzionatoria. Un coordinamento rafforzato può prevedere che per alcune operazioni, in ragione di qualità e valori coinvolti, sia richiesta un’autorizzazione preventiva.

Il coordinamento economico nella Santa Sede, sotto la Superiore Autorità del Santo Padre e nell’ambito del coordinamento politico generale a monte della Segreteria di Stato, è bipartito tra Consiglio per l’Economia (CpE) e Segreteria per l’Economia (SpE). Il CpE valuta e sottopone all’approvazione del Santo Padre indirizzi e norme proposte dalla SpE. Le valutazioni del CpE si fondano su analisi e informazioni fornite dalla SpE e dagli altri enti. Questi ultimi vi provvedono autonomamente, su richiesta o attraverso la consultazione in fase di predisposizione di indirizzi e norme. La SpE stabilisce i criteri applicativi di norme e indirizzi così approvati attraverso procedure, linee guida, istruzioni ecc. e mediante l’attività di vigilanza prudenziale (ripartizione razionale delle risorse finanziarie, materiali e umane, e bilancio previsionale/budget). La SpE esegue il controllo di gestione a livello di sistema, analizzando l’andamento dei valori economici in itinere e a consuntivo (bilancio consolidato e valutazione del rischio economico generale), presta assistenza agli enti indicando correttivi in caso di scostamenti, verifica il rispetto delle normative vigenti (compliance) e assicura l’eventuale applicazione di misure correttive. Sempre la SpE autorizza le operazioni straordinarie in base ai criteri stabiliti dal CpE.

Il sistema coinvolge anche l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) e l’Ufficio del Revisore Generale (URG).

L’APSA presta centralmente servizi amministrativi: tesoreria, contabilità generale, acquisti anche a fine di investimento immobiliare e mobiliare. Attraverso gli investimenti l’APSA finanzia la Curia. L’APSA assicura così centralmente l’attuazione della pianificazione e della regolazione.

L’URG svolge la revisione contabile degli enti per verificare la correttezza dei valori esposti in bilancio.


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