UFFICIO DEL REVISORE GENERALE

UFFICIO DEL REVISORE GENERALE

Pilar Solá (Professoresa Diritto canonico. Universidad Católica de Valencia. San Vicente Martir)

Il Motu propio Fidelis dispensator et prudens dal 24 febbraio 2014 ha istituito l’Ufficio del Revisore Generale, al fine di effettuare la revisione contabile dei Dicasteri della Curia Romana, delle istituzioni collegate alla Santa Sede o che fanno riferimento ad essa, e delle amministrazioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Questo nuovo organismo, con il suo importante compito di monitoraggio e di controllo, è un altro strumento nella riforma voluta dal Santo Padre Francesco per garantire la trasparenza nei processi economici e il su buon governo. Le loro funzioni e competenze sono determinate negli Statuti approvati il 22 febbraio 2015.

Secondo lo Statuto stesso, l’Ufficio gode di piena autonomia e indipendenza nell’esercizio delle sue funzioni. Le sue competenze principali sono:

– effettuare la revisione contabile e amministrativa di tali entità e istituzioni;

– svolgere revisioni specifiche, qualora ritenute necessarie o come richiesto dal Consiglio per l’Economia;

– ricevere informazioni sulle anomalie nelle attività di tali entità e indagare in merito, proponendo alle autorità competenti di adottare misure adeguate.

Ogni anno il Revisore Generale deve presentare per l’approvazione al Consiglio per l’Economia il programma di revisione annuale e una relazione sulle proprie attività. In tal modo ogni anno individua le aree più importanti della gestione e i potenziali rischi operativi; verifica l’affidabilità dell’informazione finanziaria; assicura l’efficacia delle procedure e la convenienza nell’utilizzo delle risorse è assicurata.

Per esercitare la sua missione il Revisore Generale chiede agli enti ogni informazione e documentazione di natura finanziaria o amministrativa rilevante e, ove necessario, conduce ispezioni in loco. Tutti i documenti, i dati e le informazioni in possesso dell’Ufficio del Revisore Generale sono utilizzati esclusivamente per le finalità previste dalla legge e sono conservati in modo da garantirne la sicurezza, l’integrità e la riservatezza. Questi documenti sono protetti dal segreto d’ufficio.

In base alle irregolarità rilevate, l’Ufficio ha il dovere di informare il Consiglio e la Segreteria per l’Economia. Inoltre, quando ci sono seri motivi per sospettare che fondi, beni, attività o transazioni economiche siano legate ad attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, deve presentare una relazione all’Autorità di Informazione Finanziaria. L’Ufficio deve inoltre far conoscere all’autorità giudiziaria competente ogni prova di attività criminale rilevata nel corso delle propria attività, promuovendo azioni penali o civili conseguenti.

L’Ufficio è guidato dal Revisore Generale, che è assistito da due Revisori aggiunti, consulenti esterni con solida esperienza professionale, e gode del supporto del personale necessario. Il Revisore Generale e i due Revisori aggiunti sono nominati dal Santo Padre ad quinquennium e sono scelti tra persone di comprovata reputazione, liberi da qualsiasi conflitto di interessi con riconosciuta professionalità e abilità.

Bibliografia:

Lettera Apostolica in forma di motu proprio Fidelis dispensator et prudens, 24 febbraio 2014;

Statuto dell’Ufficio del Revisore Generale, 22 febbraio 2015;

Zalbidea, D., Comentario a los nuevos estatutos de los organismos económicos de la Santa Sede, Ius Canonicum 55 (2015), 365-371;

Zalbidea, D., La reforma de la Curia Romana en materia económica, in Ruano L.-Guzmán C. (edd.) “Reforma de los procesos de nulidad y otras novedades legislativas”, Madrid 2017, 141-177.


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